mercoledì 15 marzo 2017

Recensione - Dalla Parte di Swann

Buongiorno lettori!
Sebbene io abbia finito di leggere "Dalla parte di Swann" almeno una settimana fa, ho tardato a parlarvene, sia perché presa dagli ultimi giorni della sessione, sia perché non sapevo se aspettare di finire tutti e 7 i volumi e  poi farvi una recensione unica, o spezzettarla.
Alla fine ho optato per la seconda alternativa, dal momento che per leggere il primo libro ho impiegato davvero tantissimo tempo, mesi addirittura. Ma non perché non fosse bello,
semplicemente è un libro che va letto con calma, senza fretta, e quando se ne ha voglia.
Quindi.. non sapendo quando leggerò gli altri, ho preferito recensirvi intanto il primo libro. Anche perché nel frattempo potrei dimenticare quello che ho da dirvi..

Risultato immagine per alla ricerca del tempo perduto
L'edizione che ho io a casa è quella completa, pertanto:

Titolo: Alla ricerca del tempo perduto
Autore: Marcel Proust
Pagine: 2056
Prezzo: 32.00



Tenendo ben presente che tutti i volumi della Recherche sono caratterizzati da temi ricorrenti, quali il tempo e la memoria, dunque il racconto da parte dell'autore di esperienze autobiografiche, passiamo al primo libro.







I libro: Dalla Parte di Swann
Pagine: 285

Trama:
Il primo libro è a sua volta diviso in 3 parti. Nella prima sezione, il narratore rievoca la sua infanzia nel villaggio di Combray; mentre la seconda sezione narra dell'innamoramento di Charles Swann, una sorta di alter ego di Marcel, nei confronti di una giovane di nome Odette; infine la terza sezione introduce il personaggio di Gilberte, figlia di Charles Swann e Odette, la quale, dopo essere stata solo una compagna di giochi, diventa il primo amore del narratore. Che ancora non sappiamo chi sia.

Risultato immagine per recensione scritta
Nella Trama abbiamo visto la partizione del libro. Approfondendo il tutto: la prima sezione è intitolata "Combray", dal nome della residenza estiva in cui la famiglia andava a trascorrere le vacanze. Il protagonista, che sembra coincidere col narratore (e infatti si chiama Marcel), racconta della propria infanzia passata proprio nella città di Combray. La narrazione procede in modo molto lento (tanto che onestamente a volte diventava noioso, perché ripetitivo), con una dettagliata descrizione psicologica del narratore (la parte più bella), attraverso il ricordo della sua infanzia.
Il narratore racconta del suo rapporto con la madre, di cui reclama la presenza la sera prima di andare a letto, e per questo viene un po' descritto  come quello che noi chiameremmo "mammone".
Egli ricorda anche le sue prime letture, citando grandi nomi e grandi opere sia letterarie che artistiche.  Per non parlare poi delle descrizioni della Francia del tempo, attraverso le usanze, i modi di fare e le stesse imponenti architetture.

In questa prima parte prevalgono quindi i ricordi, come se essa facesse da preludio a tutto quello che verrà dopo, e che ancora ci è oscuro. Vengono introdotti alcuni dei personaggi di principale importanza, e il lettore si ritrova davanti alla cosiddetta "memoria volontaria e involontaria". Cosa intendo?
Intendo dire che il narratore illustra la sua infanzia al lettore attraverso ricordi volontari, quindi voluti, e dunque dalla narrazione premeditata, e ricordi involontari, cioè quelli che si fiondano violentemente nella nostra mente per "associazioni", facendo qualcosa che ci riporta a un certo periodo della nostra infanzia.

Il Narratore discute poi delle passeggiate quotidiane fatte verso Méséglise (o Swann) quando il tempo era incerto, e verso la parte dei Guermantes, quando il bel tempo lo permetteva.  Tale distinzione non è dettata dal caso, nè dalla necessità di riempire le pagine. Entrambe le direzioni, infatti, sono presentate come «giacimenti profondi del mio terreno mentale»,  dice il testo. Come se rappresentassero quindi due facce della stessa medaglia, o meglio...dello stesso personaggio!
Il modo in cui Méséglise è associata al cattivo tempo, per esempio, indica la vita quotidiana triste e monotona. Pieni di doveri di cortesia.
La parte dei Guermantes è associata, invece, al bel tempo, come abbiamo già detto, e indica il desiderio di vita mondana, di una certa sregolatezza che può portare il personaggio fuori dalla grigia quotidianità.

La seconda sezione ha il titolo "Un amore di Swann" e rappresenta un punto di svolta, l'andamento della vicenda si fa più veloce (ma non troppo) e interessante (ma non troppo ahah). Questo è in realtà un passo indietro nella vita di Charles Swann, che ricorda la sua passione travolgente, e cieca direi anche, per Odette de Crécy, una donna di mondo, raffinata e opportunista al tempo stesso, ma anche abbastanza stupida, o almeno così ce la descrive il narratore. Inoltre..Odette si faceva mantenere dalla famiglia, ma poi inizia a farsi mantenere da Charles, pur mostrandosi, al tempo stesso, disponibile verso altri uomini. (Odette, sostanzialmente, è il perfetto ritratto della borghesia dell'800).
Da qui nasce nel protagonista una gelosia quasi morbosa, che porta il protagonista alla paranoia, per cui vorrebbe conoscere il passato di Odette in maniera anche troppo dettagliata. Ma non vi ho detto come si sono conosciuti Swann e Odette.
Bene... i due si conobbero a un circolo letterario, il salotto di Madame Verdurin. Da quel momento Swann si avvicina a questo lato del mondo borghese, sebbene non lo metta completamente a suo agio. Quando Madame Verdurin capisce che il suo salotto rappresenta per Charles solo il luogo in cui incontrare la sua amata nascerà tra i due un'antipatia reciproca, pertanto la presenza di Charles non sarà più gradita. Proprio per questo motivo Odette continuerà a frequentare il circolo letterario, che diventerà per lei luogo di rifugio e tradimento.
La storia d'amore si trasforma così in un rapporto tormentato, tanto da diventare la storia di una malattia, ed ecco che viene introdotto il tema dell'amore malato. Quell'amore morboso, paranoico, ossessivo che incontreremo anche successivamene.
A questo punto Charles da una parte vorrebbe lasciare Odette, ma dall'altra sa di non poterne fare a meno, nonostante tutto; Odette, invece, capisce di avere sempre più potere su di lui e ne approfitta, tanto da convincerlo in seguito a sposarla.

Rispetto alla prima parte, questa qui, che è molto più lunga, a volte mi è sembrata noiosa e ridondante, perché come avrete capito ruota tutto intorno ai complessi di Swann dettati dalla gelosia. Lo vediamo fare sempre i soliti errori: essere trattato come uno zerbino da Odette, rendersene conto, allontanarsi da lei per poi avvicinarsi nuovamente a quella che sostanzialmente è la causa della sua instabilità mentale.
D'altro canto non ho amato fin ora il personaggio di Odette. E' esattamente il tipo di persona che a me fa ben poca simpatia. Però di una cosa bisogna dargli atto: non è così stupida come il narratore all'inizio vuol far crederci. Odette ci viene presentata, infatti, come una donna sì gentile e cortese, ma anche ingenua e dolce. Ma di ingenuo ha veramente poco, tanto che in un momento della vicenda il narratore fa intendere la vecchia natura di Odette molto vicina a quella di una donna dai facili costumi.

La terza e ultima sezione di questo primo libro porta invece il titolo di "Nomi di Paese: Il nome".
Qui il narratore sogna a occhi aperti di viaggiare e visitare varie località. Combray rappresenta per l'autore un mondo infantile, chiuso e protettivo, la Recanati di Leopardi insomma, che si contrappone ai paesi che invece vorrebbe visitare e sui quali fantastica a lungo anche solo ripetendo i loro nomi.
Questa parte fa eco al successivo volume All'ombra delle fanciulle in fiore; tale parallelismo sottolinea la delusione del sogno nascente del confronto con la cruda realtà: solamente l'arte è in grado di re-incantare il paesaggio e farlo vivere all'altezza delle aspettative del Narratore.


Proust a mio avviso ha creato un capolavoro. Nonostante ci siano delle parti un po' troppo lente. Amo il modo in cui è scritto, e credo che i traduttori di questa edizione abbiano fatto un grande lavoro! Hanno fatto in modo che non andasse perduta la potenza espressiva della sua originale scrittura e delle minuziose descrizioni dei processi interiori legati al ricordo e al sentimento umano; la Recherche infatti è stato definito come un viaggio nel tempo e nella memoria che si snoda tra vizi e virtù della Francia della terza Repubblica. Una nazione in preda a enormi cambiamenti.

Esprimerò un voto e un giudizio più completo appena finirò tutti e 7 i volumi, sul primo come avete visto non c'è molto da dire, perché facendo da preludio a tutta l'opera non fa altro che mostrarci il contesto in cui ci troviamo.
Sono contenta di aver iniziato questa lettura, ma è molto impegnativa, quindi vi consiglio di preparvi psicologicamente, e di non avere fretta di terminarla.

A presto,
Martina.

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