mercoledì 12 luglio 2017

Recensione - Dallo Speculum alle Aenigmate (Dissertatio De Foemina)

Recensione di Dallo speculum alle aenigmate di Riccardo DriTitolo: Dallo Speculum alle Aenigmate (Dissertatio De Foemina)
Autore: Riccardo Dri
Pagine: 345
Editore: Youcanprint
Prezzo Cartceo: 23.00

Questo non e un libro per le donne, e neppure sulle donne, ma semmai accanto alle donne. Mette al proprio centro un enigma irriducibile a qualunque sapere maschile, l’enigma della femminilita, come lo chiamo Freud. Psiche, inconscio, sentimento e sesso, sono eventi femminili, si incardinano dentro il ciclo nascita, crescita, riproduzione e morte, le forme mitologiche della finitudine: la donna ci mette al mondo (nascita), ci allatta (crescita), e la nostra compagna di letto (riproduzione), e ci riaccoglie nel suo grembo nel nostro ultimo viaggio (morte). Il ciclo della vita (e della morte) non puo essere che femminile. L’uomo ha relazioni, la donna e relazione, il suo corpo e fatto per due, anche se non genera. L’uomo ha una soggettivita, la donna ne ha due (l’Io e la specie). L’uomo ha affetti, la donna ama. Questo amare, assai prima di essere sentimento, e una forma cognitiva ignota all’uomo, che per legittimarsi ha bisogno di istituire saperi. Eppure, se ascoltiamo Agostino, non si conoscera mai nulla se non tramite l’amore (non intratur in veritatem nisi per caritatem).

Buongiorno lettori, oggi vi propongo la recensione di un libro particolare. Come avrete letto dalla trama, Dallo Speculum alle Aenigmate, è un libro "accanto" alle donne. Senza sosta sentiamo parlare di femminicidio ormai da anni. Pare che nell'ultimo decennio tale comportamento, e ciò che ne sta alla base, si sia diffuso come una malattia virale.
Riccardo Dri con il suo libro non propone qualcosa di già sentito, ma anzi, scrive un libro "sulle donne" in maniera del tutto nuova e originale.
La filosofia e la psico-analisi sembrano essere i pilastri portanti di tutta la "narrazione", ma essi sono anche sorretti e rafforzati dalla letteratura greca, dalla semantica greca e latina, e da un profondo senso critico dell'autore stesso, che ha avuto la capacità di collegare sapientemente importanti tasselli.
Sebbene l'intento sia quello di porre l'attenzione sulla figura della donna, l'autore non manca di preoccuparsi anche della sfera maschile, e di come i  due mondi non facciano altro che contrapporsi inevitabilmente. Ciò che però spesso sfugge alla comunità, è che tale "contrapposizione" non deve essere intesa con connotazione negativa, quanto più come una differenza, tra i sessi, che porta al loro rispettivo completamento, e dunque qualcosa di normale, naturale e sicuramente non negativo.
La donna è stata decisamente sottovalutata per anni, soppressa dalla mentalità maschilista, che purtroppo alberga ancora nella nostra pische e quotidianità, anche quando non ce ne rendiamo conto.
E' stata una lettura impegnativa, interessante, accattivante, frizzante per il modo in cui mette in moto il cervello. Queste sono le letture che preferisco. Quelle che ti svelano pezzi di verità, di conoscenza.

Di cosa parla il libro? Di tutto. E' come se un'immensa parte del sapere umano fosse racchiusa, compressa, in queste pagine. Ogni concetto, ogni nozione, potrebbe diventare spunto per nuove ricerche, nuovi approfondimenti. Leggendo questo libro mi sono ripetutamente chiesta come abbia potuto abbandonare queste materie, che tanto amo.. e non continuare questo percorso. E' stato un ritorno al passato. Ho ritrovato l'essenza dei miei prof di greco e latino, e storia e filosofia.
L'amore per l'antichità è un amore che non si può comprendere, se non ci si immerge con cuore e anima. E ogni volta che sento dire "Il Liceo Classico non serve a niente", mi arriva una stilettata dritta al cuore. I Greci, I Latini, avevano già scoperto tutto, e noi non stiamo affatto portando avanti l'evoluzione dell'uomo: quella si è fermata secoli fa.

Ma rientrando nell'argomento "Recensione":
Non conoscevo Riccardo Dri, e affermo sinceramente che il suo lavoro non mi  ha delusa. Ha retto decisamente le aspettative, superandole. Ho apprezzato anche le "citazioni" di Galimberti, (di cui ho letto "L'ospite inquietante. Il Nichilismo e i giovani"). E' stato bello avere tra le mani personaggi di epoche diverse, (da Socrate a Galimberti), tutti accomunati da una certa genialità, e capacità di vedere oltre. E' un libro ben costruito, e ben scritto, e che consiglio vivamente. L'unica "pecca" che ho riscontrato è che non è un libro per tutti. Certe sfumature, per esempio tra il greco e l'italiano, si possono cogliere solo mediante conoscenze pregresse sull'argomento e sulle materie citate. Anzi credo che in fondo il Greco, con la sua letteratura e il suo lessico, sia la chiave di comprensione di tutto il testo. Concettualmente parlando ci sono dei punti che potrebbero risultare poco chiari al pubblico, per esempio si dovrebbero conoscere già in partenza le tragedie greche e le differenze sostanziali tra i tragediografi, per seguire tutti i passaggi dell'autore, anche quelli più sottili, che forse sono i più importanti. Insomma: è un libro di impostazione "classicistica" a tutti gli effetti.

E io, avendo questa stessa forma mentis, non posso non esprimere con onestà il mio apprezzamento per la lettura:

Il mio voto: 🌟🌟🌟🌟🌟

Martina

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